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Fotografo di “celebritis” con un passato di reporter e reporter con un passato di scultore e pittore, Sam Shaw negli scatti presentati presso la Galleria Spazio Mazzotta svolge il lavoro di fotografo di scena nel documentare le riprese di due film: Quando la moglie è in vacanza (Seven Year Itch, 1955) di Billy Wilder per Marilyn Monroe e I due volti della vendetta (One-Eyed Jacks, 1960) con Marlon Brando nel doppio ruolo di attore e regista.
Sam Shaw e Marilyn Monroe si conoscono nel 1952 sul set di Viva Zapata: lui è un fotografo affermato che frequenta assiduamente l’ambiente del cinema, lei una giovane attrice dal passato difficile e con la voglia di emergere.
Gli scatti contenuti nel portfolio The Joy of Marilyn, presentato allo Spazio Mazzotta, rimangono sempre in bilico tra realtà e finzione, mostrandoci non solo la Marilyn Monroe “cinematografica”, ma anche Norma Jean Baker (questo il vero nome dell’attrice) colta in momenti felici e di relax, mentre si trucca, passeggia a Central Park, scherza con l’obiettivo della macchina fotografica che la segue mentre esce in compagnia del suo terzo marito, lo scrittore Arthur Miller, gioca sulla spiaggia e si tuffa nell’oceano a Amagansett.
Nel portfolio Marlon Brando il ribelle Shaw documenta la lavorazione del film I due volti della vendetta come un diario di bordo, un reportage dove all’apparenza il “mito” di un divo come Marlon Brando rimane sullo sfondo, troppo concentrato nel suo ruolo di regista o in posa da attore. Fotografia dopo fotografia il reportage lascia spazio al ritratto, l’obiettivo di Shaw viene attratto dal profilo dell’attore, una linea bellissima e aggressiva che fa di lui un ribelle corrucciato e altero, con una forte carica di sensualità. Lo stesso Shaw annota: ”Affrontava la vita e la recitazione con grande intensità”.
Gli scatti svelano un “mito” dal temperamento assolutamente istintivo, imprevedibile e incontrollabile, ma anche sensibile e umano, nei momenti in cui il suo volto si apre in un magnifico sorriso. .
Sam Shaw e Marilyn Monroe si conoscono nel 1952 sul set di Viva Zapata: lui è un fotografo affermato che frequenta assiduamente l’ambiente del cinema, lei una giovane attrice dal passato difficile e con la voglia di emergere.
Gli scatti contenuti nel portfolio The Joy of Marilyn, presentato allo Spazio Mazzotta, rimangono sempre in bilico tra realtà e finzione, mostrandoci non solo la Marilyn Monroe “cinematografica”, ma anche Norma Jean Baker (questo il vero nome dell’attrice) colta in momenti felici e di relax, mentre si trucca, passeggia a Central Park, scherza con l’obiettivo della macchina fotografica che la segue mentre esce in compagnia del suo terzo marito, lo scrittore Arthur Miller, gioca sulla spiaggia e si tuffa nell’oceano a Amagansett.
Nel portfolio Marlon Brando il ribelle Shaw documenta la lavorazione del film I due volti della vendetta come un diario di bordo, un reportage dove all’apparenza il “mito” di un divo come Marlon Brando rimane sullo sfondo, troppo concentrato nel suo ruolo di regista o in posa da attore. Fotografia dopo fotografia il reportage lascia spazio al ritratto, l’obiettivo di Shaw viene attratto dal profilo dell’attore, una linea bellissima e aggressiva che fa di lui un ribelle corrucciato e altero, con una forte carica di sensualità. Lo stesso Shaw annota: ”Affrontava la vita e la recitazione con grande intensità”.
Gli scatti svelano un “mito” dal temperamento assolutamente istintivo, imprevedibile e incontrollabile, ma anche sensibile e umano, nei momenti in cui il suo volto si apre in un magnifico sorriso. .
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