Sono presentate più di 40 opere realizzate tra il 2001 e il
2006 e alcuni lavori storici del 1962.
Dagli anni Sessanta mi capita di incontrare in mostre, gallerie, collezioni
le opere di Hsiao Chin e ogni volta mi sorprende l’inconfondibile
riconoscibilità di un colore-segnale, liquido e continuo, che
dichiara un’evidenza luminosa clamorosa. Anche nei primi dipinti
osservati, dove predominavano segni neri e grigi quasi grafici, la densità
trasparente e la brillantezza del colore colpivano per il senso di forza
e di energia che riuscivano a trasmettere. Negli anni, l’organizzazione
del campo del quadro nell’opera di Hsiao Chin è andata
mutando in quando ha assunto progressivamente articolazioni e scansioni
geometriche dichiarate, ora dinamicamente fluide, ora geometricamente
delimitate come articolate campiture. Anche qui però il colore,
‘cantato’, è risultato insieme luce continua. Il
valore comunicativo e simbolico dei colori della pittura tradizionale
cinese, anche se non consapevolmente noto a chi guarda, agisce sempre
nel senso di un forte impatto in cui percezione sensoriale, emozione
e riflessiva individuazione dell’oggetto osservato si compenetrano
rivelando i tracciati di una gestualità creativa capace di definirsi
in una originale e in duplicabile immagine conclusa.
La pittura di Hsiao Chin esalta materia e superficie. Per molti anni
l’artista si è valso per realizzare le sue opere della
carta di riso, dove i depositi cromatici vengono assorbiti nella particolare
struttura costitutiva che il supporto fornisce. Nei dipinti più
recenti colore, luce e superficie vengono sollecitati dentro una stessa
armonica misura..



