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PAESAGGI , 1970-2000
La storia della fotografia italiana degli ultimi trent'anni è stata caratterizzata significativamente dall'opera di Franco Fontana. Avviatosi alla professione negli anni Sessanta, si dedica subito alla fotografia a colori, "reinventando" il colore come mezzo espressivo e non soltanto documentario, mediante un'inedita analisi, a volte provocatoria, del paesaggio naturale e di quello strutturato, nella continua ricerca di nuovi segni, strutture, superfici cromatiche corrispondenti alla sua fantasia creativa.
Fonti d'ispirazione sono la natura e la luce dalle quali nascono i famosi paesaggi, dove l'uomo è un'ombra che si confonde con essi, il corpo e gli oggetti assumono la leggerezza e l'inconsistenza di fantasmi.
La Galleria Spazio Mazzotta presenta trentacinque scatti di paesaggi dal 1970 al 2000, in formato 45 x 30 cm, tirati in 25 esemplari, tutti firmati sul retro dall'artista, realizzati con la tecnica di stampa Lambda su carta Kodak.
Il paesaggio, attraverso l'obiettivo di Fontana, si trasforma in una terra incantata, abbagliata di colore, meravigliosamente geometrica. L'effetto finale è quello di un quadro, una grande invenzione artistica.
Più che scatti, le sue opere sembrano dipinti, caratterizzati da luci, forti contrasti cromatici, linee geometriche, rigore formale e essenziale.
Per arrivare a questo procedimento secondo Barilli, nel suo testo pubblicato sul catalogo edito dalla Casa Editrice Gabriele Mazzotta, "...basterà appunto eliminare, almeno idealmente, il cuscinetto distanziante che è la camera, far sì che i campi di terra arata o le colture di cereali, le testure dei monti, i cieli infiammati, le nuvole contorte e impazzite, si appiccichino direttamente alla superficie fotosensibile, in presa diretta, come per contatto immediato...".
La storia della fotografia italiana degli ultimi trent'anni è stata caratterizzata significativamente dall'opera di Franco Fontana. Avviatosi alla professione negli anni Sessanta, si dedica subito alla fotografia a colori, "reinventando" il colore come mezzo espressivo e non soltanto documentario, mediante un'inedita analisi, a volte provocatoria, del paesaggio naturale e di quello strutturato, nella continua ricerca di nuovi segni, strutture, superfici cromatiche corrispondenti alla sua fantasia creativa.
Fonti d'ispirazione sono la natura e la luce dalle quali nascono i famosi paesaggi, dove l'uomo è un'ombra che si confonde con essi, il corpo e gli oggetti assumono la leggerezza e l'inconsistenza di fantasmi.
La Galleria Spazio Mazzotta presenta trentacinque scatti di paesaggi dal 1970 al 2000, in formato 45 x 30 cm, tirati in 25 esemplari, tutti firmati sul retro dall'artista, realizzati con la tecnica di stampa Lambda su carta Kodak.
Il paesaggio, attraverso l'obiettivo di Fontana, si trasforma in una terra incantata, abbagliata di colore, meravigliosamente geometrica. L'effetto finale è quello di un quadro, una grande invenzione artistica.
Più che scatti, le sue opere sembrano dipinti, caratterizzati da luci, forti contrasti cromatici, linee geometriche, rigore formale e essenziale.
Per arrivare a questo procedimento secondo Barilli, nel suo testo pubblicato sul catalogo edito dalla Casa Editrice Gabriele Mazzotta, "...basterà appunto eliminare, almeno idealmente, il cuscinetto distanziante che è la camera, far sì che i campi di terra arata o le colture di cereali, le testure dei monti, i cieli infiammati, le nuvole contorte e impazzite, si appiccichino direttamente alla superficie fotosensibile, in presa diretta, come per contatto immediato...".
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