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27.09.2007 - 24.11.2007

HSIAO CHIN

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pe comunicato stampa pdf (pdf)
Spazio Mazzotta ha il piacere di presentare la mostra personale di Simone Pellegrini.
In galleria sono esposti suoi lavori del 2005 e altre opere recenti.
Nell’opera di Pellegrini si riconosce un singolare connubio di riferimenti alle pitture parietali di Lascaux e Altamira, ai modi dell’iconografia medievale e alchemica, ad artisti come Blake, Goya, Klinger, Kubin, Redon e Klee che, tra la fine del Settecento e l’inizio del contemporaneo, hanno praticato il visionario e il fantastico.
Pellegrini, nella sua casa-atelier di Bologna, crea un alfabeto di segni che si snoda a volo d’uccello sulla carta da spolvero. Un materiale antico, che i grandi maestri usavano per l’affresco, diventa così il supporto per raccontare storie di uomini-ombra, massicci, costretti in mucchi, creature mitopoietiche, attraverso un linguaggio che si compone di frammenti reiterati ma che trova significato nell’unità della narrazione.
Un processo di transfert, che si può ricondurre al mondo freudiano, di un fantastico mondo interiore, dalle matrici disegnate con il carbone e con tracce di colore, impregnate di olio di papavero e di cartamo, alla grande superficie.
Questo giovane artista fa ricorso alla memoria dell’Es e alla cultura dell’Ego, camminando lungo le vie impervie e tortuose della citazione e della narrazione e collocandosi, attraverso questa singolare ricerca trasversale, tra i più interessanti artisti della sua generazione.

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