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27.03.2007 - 05.05.2007

MARC RIBOUD

sc

pe comunicato stampa pdf (pdf)
salone
Pensare all’uomo e alle sue necessità progettando. Della Rovere lo fa da sempre, perché ha imparato la lezione del good design.
Se la forma di un oggetto risulta “bella” è merito della strutturazione logica e dell’esattezza nelle soluzioni delle varie componenti, perché una progettazione esatta ma senza preconcetti di stile, più oggettiva possibile, di tutto ciò che forma l’ambiente in cui l’uomo di oggi vive dà come risultato un oggetto bello.
Gli ambienti di lavoro progettati da Della Rovere sono belli perché cercano di dare una forma il più possibile coerente alla funzione dell’oggetto, una forma che nasce quasi spontaneamente, suggerita appunto dalla funzione, dal materiale più adatto, dalle tecniche di produzione più moderne e da altri fattori di carattere psicologico ed estetico.

Trovare è la conseguenza di cercare.
Si dice: “chi cerca trova”, ma è vero solo per pochi. È vero per coloro che, quando cercano qualcosa fuori, ne hanno già una parte dentro di loro.
Della Rovere ha trovato a Milano qualcosa che non conosceva ma già esisteva: una galleria eclettica, Spazio Mazzotta, in cui ha riconosciuto la possibilità di interazione tra design e arte: tra i suoi ambienti di lavoro e le opere di Omar Galliani, le fotografie di Sam Shaw, i disegni di Guido Crepax, le tavole di Rocco Tedesco e soprattutto di un artista poliedrico, un maestro giapponese, Hiroshi Teshigahara (1927-2001), cineasta vincitore del premio speciale della Giuria al Festival di Cannes con The Woman in the Dunes nel 1964, presidente della Fondazione Sogestu, progettata da Kenzo Tange con Isamu Noguchi.
In occasione del Salone del Mobile 2006, Della Rovere presenta le collezioni Be, Edison, Life nella galleria Spazio Mazzotta in contemporanea all’anteprima delle ceramiche realizzate dalla fornace Sogetsu su disegni originali di Teshigahara.

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